In ricordo dell’Avvocata turca Ebru Timtik

Cari amici, riprendiamo la nostra attività dopo questa brevissima e anomala pausa estiva con la terribile notizia della morte della collega Ebru Timtik.

L’Avvocata turca Ebru Timtik è morta in stato di detenzione. È morta dopo 238 giorni di sciopero della fame, dopo quasi tre anni di carcerazione preventiva in attesa di una sentenza definitiva, nelle condizioni inumane in cui è stata da ultimo detenuta. Condannata dopo un processo farsa, caratterizzato da numerose violazioni di principi fondamentali che soprassiedono al diritto di difesa, poi non ha inteso andare ad una sentenza definitiva. 

Ebru Timtik è morta perché ha deciso di lottare strenuamente per la difesa dei diritti dei propri assistiti e per il diritto ad un giusto processo e di farlo in uno Stato, la Turchia, che ormai da tempo ha abbandonato i principi fondamentali di libertà e ha individuato negli avvocati un obbiettivo da colpire con forza, proprio per la funzione di tutela svolta dagli stessi.

Questo suo sacrificio ci ricorda, ancora una volta, l’alta funzione dell’Avvocatura, ancora di più in regimi che non consentono la difesa dei diritti umani e testimonia come la professione forense sia rimasta, in ogni parte del mondo, l’ultimo baluardo di legalità a preservare il sacro diritto-dovere della difesa, fino all’estremo limite della propria vita.

La sua morte ci ricorda altresì la figura di Nasrin Sotoudeh, l’avvocata iraniana, detenuta e condannata a 38 anni di reclusione e a 148 frustrate per avere dedicato tutta la sua vita e il suo impegno professionale all’affermazione dei diritti civili e dei diritti delle donne nel suo paese.
Ebru e Nasrin, ma come loro, tanti avvocati e avvocate, sono stati e continuano ad essere protagonisti delle battaglie contro la pena di morte e per il diritto da un giusto processo. La reazione da parte dei governi autoritari è sotto gli occhi di tutti. 

In questo momento triste manifestiamo, dunque, tutto il nostro dolore ai famigliari di Ebru, avvocata e donna coraggiosa, agli avvocati turchi, e a tutti gli avvocati che si trovano a svolgere la professione a rischio della propria vita.
Da questi fulgidi esempi raccogliamo la speranza che uomini e donne, avvocati, e ce ne sono tanti in Turchia e nel mondo, continuino, sull’esempio del sacrificio di Ebru, a far valere il loro pensiero, ad esprimerlo nonostante tutto, a vivere cercando la libertà.  BIRLIKTE GÜÇLÜ: FORTI INSIEME.
E noi non mancheremo di farlo, con l’impegno di continuare a denunciare la violazione dei diritti umani e del diritto di difesa. 

L’Unione delle Camere Penali Italiane, con i propri Osservatori pari opportunità e Avvocati minacciati, esprime profondo dolore per la scomparsa di Ebru Timtik e chiede l’impegno di tutta la comunità internazionale affinché il collega Aytac Unsal, in sciopero della fame da oltre 200 giorni, non abbia a fare la stessa fine.

L’Unione continuerà a denunciare la violazione dei diritti in Turchia anche attraverso la presenza, come in passato, di propri osservatori nei processi turchi.

L’Unione esorta le camere penali territoriali a ricordare, alla ripresa delle udienze, il sacrificio della collega Ebru Timtik per il diritto ad un giusto processo e per lo stato di diritto, e sollecita il governo ad esprimere la propria condanna per un regime che calpesta i diritti umani, adottando le misure più efficaci per indurre il governo turco a ripristinare una base di legalità ormai scomparsa.

Roma, 30 agosto 2020 La Giunta

Alleghiamo il comunicato del Ns direttivo

per il direttivo, il segretario Serena Caputo

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