Astensione dalle udienze e da ogni attività giudiziaria nel settore penale per i giorni 2, 3, 4 ,5 e 6 dicembre 2019.

L’Unione Camere Penali Italiane proclama l’astensione dalle udienze e da ogni attività giudiziaria nel settore penale per i giorni 2, 3, 4 ,5 e 6 dicembre 2019. Per rendere concreto e visibile l’appello al Legislatore e alle forze politiche ad assumere o sostenere iniziative legislative volte alla cancellazione della legge che abolisce la prescrizione in appello, l’Unione organizza, dal 2 all’8 dicembre, una “Maratona oratoria nazionale per la verità sulla prescrizione” a Roma in Piazza Cavour, per informare incessantemente, e senza sosta, la pubblica opinione circa i reali contenuti di una riforma sciagurata che renderà il processo penale senza fine e colpirà in modo irrimediabile diritti fondamentali di tutti, prolungando a tempo indeterminato, ben più di quanto già oggi accada, la definizione dei processi penali, con un danno incommensurabile sia per i diritti degli imputati che per quelli delle persone offese. Tutti gli avvocati, le loro rappresentanze e quanti vorranno essere protagonisti di questa battaglia di civiltà e di verità sono invitati a partecipare. In allegato la delibera di astensione.

GIUNTA DELL’UNIONE DELLE CAMERE PENALI ITALIANE

Delibera del 6 novembre 2019

Premessa

1. L’astensione proclamata dall’Unione delle Camere Penali nello scorso mese di ottobre ha visto la partecipazione compatta degli avvocati penalisti e la convinta adesione delle altre componenti della vita associativa forense, le quali hanno condiviso le ragioni della protesta ed esteso l’astensione anche ai settori della giurisdizione civile ed amministrativa. Le Camere Penali territoriali hanno dato vita in quelle giornate ad incontri e manifestazioni per informare la società civile dei motivi del fermo dell’attività giudiziaria, ribadendo la necessità che venga cancellata la nuova disciplina sulla prescrizione, altrimenti destinata a rendere il processo penale una macchina senza tempo.

Tali iniziative sono state l’occasione per presentare i risultati della recente ricerca condotta dalle Camere Penali italiane con l’ausilio dell’Istituto di ricerca Eurispes sulle vere ragioni della lunga durata dei processi in Italia. Nessuna attività difensiva contribuisce al tempo della prescrizione, i motivi dei rinvii e dei tempi morti tra le fasi processuali hanno tutti a che fare con le disfunzioni degli Uffici di Procura o degli organi giudicanti.

La prescrizione nel nostro ordinamento è indissolubilmente legata ai principi di presunzione di innocenza e di inviolabilità del diritto di difesa. Essa contribuisce a definire la funzione della pena ed è contrappeso alle inefficienze della macchina giudiziaria stabilendo un limite entro il quale deve intervenire la definitiva risposta di giustizia.

2. Le forze che compongono la maggioranza di Governo sono rimaste estranee alla nostra interlocuzione, non ritenendo di dover rispondere con posizioni precise agli appelli per l’abrogazione di una norma di sicura ispirazione autoritaria. Il Ministro della Giustizia ha inteso ribadire che il tema della prescrizione non è tra le priorità del Governo e della sua azione, nonostante che egli, pure al tempo sostenuto da una diversa maggioranza politica, avesse rappresentato quantomeno la necessità di accompagnare l’operatività della nuova disciplina della prescrizione con una riforma del processo penale finalizzata a ridurne i tempi morti e ad individuare meccanismi per limitare il numero dei dibattimenti.

Misure queste non certo alle viste e sulle quali non si è ritenuto di dover ulteriormente coinvolgere i diversi operatori del processo e l’Accademia.

3. E’ ineludibile la battaglia per il diritto penale liberale e il giusto processo. La consapevolezza di esprimere la cultura che ha a cuore i principi costituzionali del diritto penale come extrema ratio, della pena non solo come emenda ma come strumento di rieducazione e reinserimento sociale, del processo come insieme di garanzie finalizzate alla realizzazione del contraddittorio, ci assegna il compito di protestare e di informare i cittadini del vero significato di quell’insieme di diritti chiamati a realizzare il giusto processo e del ruolo che la prescrizione svolge nell’ordinamento penale.

E’ questa sulla disciplina della prescrizione una battaglia tra due concezioni dello Stato e del diritto, che da una parte vede la cultura delle garanzie, dall’altra il populismo, che vuole il processo eterno, che scommette sull’imputato colpevole, che non consente a nessuno di sottrarsi alla potestà punitiva, che assegna al processo il compito di vendetta sociale; dunque il ritratto di una società spaventata e sofferente che non sa immaginare soluzioni diverse dalla rappresentazione del processo come strumento di vendetta, che identifica la pena esclusivamente con il carcere.

La cultura dei diritti appartiene a tutta la comunità dei giuristi. Contro la riforma della prescrizione e in nome dei principi costituzionali, con l’Unione delle Camere Penali si sono mobilitati i tantissimi professori di tutte le Università italiane, che hanno sottoscritto un appello al Presidente della Repubblica in occasione della promulgazione della nuova legge, sottolineandone i profili di illegittimità costituzionale. Le rappresentanze della Magistratura, ed in particolare il Consiglio Superiore della Magistratura, hanno in più occasioni avuto modo di esprimere la loro contrarietà al meccanismo della nuova prescrizione, che entrerà in vigore il 1 gennaio 2020.

E’ questa stessa comunità dei giuristi a dirci che la civiltà del diritto si compone di principi che non possono essere oggetto di alcun compromesso.

4. L’Unione delle Camere Penali non si è sottratta al confronto su possibili interventi atti a garantire la ragionevole durata del processo.

Al tavolo ministeriale abbiamo presentato ipotesi di riforme – condivise con la magistratura associata – per il rafforzamento della regola di giudizio dell’udienza preliminare al fine di renderne effettiva la funzione di filtro, per estendere la premialità e i casi di ricorso ai riti alternativi, per l’individuazione di ulteriori ipotesi di depenalizzazione, così favorendo le condizioni per la riduzione del numero dei processi al dibattimento.

Debbono inoltre essere previsti interventi che rendano certo il tempo delle indagini e dell’esercizio dell’azione penale e l’effettività delle garanzie nell’attività dell’acquisizione della prova in contraddittorio. Modifiche queste che non sono confluite nelle proposte del Ministro della Giustizia, nonostante siano le uniche misure in grado di incidere sui tempi morti dell’organizzazione giudiziaria.

5. L’assenza di un qualsiasi segnale da parte delle forze politiche, che fino ad oggi hanno inteso ignorare la richiesta di bloccare la nuova norma sulla prescrizione, nell’ormai imminente approssimarsi della data del 1 gennaio 2020, impone all’Avvocatura penale di continuare nella protesta e nella denuncia presso l’opinione pubblica per chiarire la reale portata della riforma che, per come concepita, renderà il processo penale senza fine.

E’ dunque necessario, di fronte a questa irresponsabile sordità della politica, dare corso ad un ulteriore periodo di astensione per continuare nell’opera di corretta informazione della pubblica opinione e per richiedere alle forze politiche di assumere o sostenere iniziative legislative volte alla cancellazione della legge sulla prescrizione.

Per rendere concreto e visibile l’appello al Legislatore l’Unione organizzerà, nel periodo di astensione, una “Maratona Oratoria” per l’intera durata della astensione nazionale dalle udienze, dinanzi ai luoghi della Politica, per consentire agli avvocati, alle loro rappresentanze e a quanti vorranno essere protagonisti di questa battaglia di informare incessantemente e senza sosta la pubblica opinione circa i reali contenuti di una riforma sciagurata che colpirà in modo irrimediabile diritti fondamentali di ciascuno di noi, prolungando a tempo indeterminato, ben più di quanto già oggi accada, la definizione dei processi penali, con un danno incommensurabile sia per i diritti degli imputati che per quelli delle persone offese.

Per queste ragioni la Giunta dell’Unione delle Camere Penali Italiane

proclama

secondo le vigenti regole di autoregolamentazione, nel rispetto delle recenti pronunce della Corte Costituzionale, e dunque, in attesa di una più certa e consolidata loro interpretazione, con esclusione dei processi contro imputati detenuti in custodia cautelare, l’astensione dalle udienze e da ogni attività giudiziaria nel settore penale per i giorni 2,3,4,5 e 6 dicembre 2019 (esclusi i circondari di Trapani e Cassino, interessati da astensioni indette rispettivamente dall’Ordine degli Avvocati di Trapani con delibera del 10 ottobre 2019 e dall’Ordine degli Avvocati di Cassino con delibera del 30 ottobre 2019, per mancanza del termine di 15 giorni tra la fine delle suddette astensioni e l’inizio dell’astensione proclamata dall’Unione).

Invita

tutte le Camere Penali territoriali a promuovere, nella settimana di astensione, iniziative volte ad informare la pubblica opinione delle ragioni della protesta e ad individuare le modalità per favorire la partecipazione alla manifestazione oratoria continua organizzata in Roma nelle medesime date dell’astensione e per le giornate di sabato 7 e domenica 8 dicembre.

Dispone

la trasmissione della presente delibera al Presidente della Repubblica, ai Presidenti della Camera e del Senato, al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro della Giustizia, ai Capi degli Uffici giudiziari.

Il Presidente
Avv. Gian Domenico Caiazza

Il Segretario
Avv. Eriberto Rosso

Roma, 6 novembre 2019

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